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La sicurezza psicologica di Amy Edmondson

In uno dei suoi numerosi volumi, la Professoressa Edmondson ci racconta il concetto di sicurezza psicologica in azienda, offrendoci consigli preziosi su come raggiungerla.

Non leggo molto. Non tanto quanto il mio severo super io mi imporrebbe di fare almeno. Quando mi capita di imbattermi però, in testi davvero ispiranti, me ne accorgo subito.

È il caso di Organizzazioni senza paura di Amy C. Edmondson*, un libro che per chi svolge il mio lavoro è praticamente un vangelo da cui attingere risposte a domande fondamentali. Cosa impedisce a un team di dare il meglio di sé? Come si esercita una leadership efficace oggi? Su cosa devono puntare le aziende per avere successo?”

Edmondson offre uno strumento a chiunque si senta in difficoltà nel suo percorso professionale per dare un senso al proprio disagio, aiutando a rispondere a domande come: perché mi sento demotivato? È normale che il mio capo mi tratti così? Perché i miei colleghi mi mettono i bastoni fra le ruote?

La risposta a queste domande e molte altre si trova nel concetto di sicurezza psicologica.

Hai mai avuto paura di parlare al lavoro per paura di sembrare ignorante, incompetente, o per non sembrare fuori luogo? Magari ti è capitato di non chiedere aiuto, di nascondere un errore o di tenerti dentro un’idea per paura che non venga apprezzata. Non sei solo! 

In Organizzazioni senza paura, Edmondson dà un nome a questa sensazione: la chiama “paura di assumersi un rischio relazionale”. In pratica, è la paura di essere giudicati, rimproverati, esclusi o puniti. E questa paura non è limitata solo ai vertici aziendali, ma attraversa ogni livello dell’organizzazione.

Il suo messaggio è chiaro: oggi non possiamo più permetterci di ignorare la paura che frena il nostro potenziale. La paura limita la capacità dei singoli di esprimere le proprie idee e riduce la possibilità di apprendere e crescere insieme. In altre parole, la paura danneggia la qualità del lavoro collettivo e quindi la performance e i risultati aziendali. Solo creando ambienti di lavoro psicologicamente sicuri dove tutti possono esprimersi senza timore di ripercussioni, potremo stimolare collaborazione, innovazione e crescita per favorire il successo dell’azienda.

Cos’è davvero la sicurezza psicologica nel lavoro?

Edmondson definisce la sicurezza psicologica come un’atmosfera in cui le persone si sentono libere di esprimersi ed essere se stesse, fare domande e condividere i propri errori senza temere giudizi o punizioni. In un contesto psicologicamente sicuro, i membri di un team sanno che possono imparare dai propri sbagli, esprimere le proprie emozioni e preoccupazioni, avere fiducia nei colleghi, chiedere aiuto senza temere di sentirsi in imbarazzo, di essere puniti, ignorati o colpevolizzati. Questo tipo di ambiente porta a dinamiche positive, dove gli errori vengono affrontati prontamente, il lavoro tra i team è coordinato in modo più efficace e le idee innovative vengono esplorate senza paura di fallire. 

Gerarchia e sicurezza psicologica

Una delle minacce più grandi per la sicurezza psicologica è la gerarchia mal gestita. Infatti, quando i leader non gestiscono correttamente la gerarchia, può crearsi un clima di paura che ostacola l’espressione autentica delle persone. Non si tratta di una questione che riguarda solo il CEO, ma ogni leader, a qualsiasi livello. Ecco perché oggi la responsabilità principale di qualunque capo è eliminare la paura nelle loro organizzazioni, imparando per prima cosa a non generare paura nei propri collaboratori diretti.

La sicurezza psicologica, inoltre, non è una caratteristica uniformemente diffusa all’interno di un’organizzazione: anche nelle aziende più “sicure”, ci sono aree dove la paura prevale. Dobbiamo osservare i piccoli gesti quotidiani, le dinamiche nei silenzi o nelle parole non dette, per capire dove si trova la sicurezza psicologica. E in queste dinamiche il ruolo del leader e la sua capacità di gestire bene la gerarchia sono fondamentali leader per costruire un clima di sicurezza psicologica.

Il ruolo cruciale dei leader

I leader quindi hanno una responsabilità enorme: devono creare e mantenere un ambiente dove le persone si sentano al sicuro, senza paura di essere giudicate o ignorate. La loro capacità di gestire la gerarchia, comunicare apertamente e instaurare un clima di fiducia è ciò che separa un team che cresce da uno che resta paralizzato dalla paura. 

Ma quindi dove manca sicurezza psicologica le aziende non sopravvivono? Non propriamente, dipende però dalla cultura e dal business dell’impresa. Vediamo più in dettaglio la questione.

Il costo della paura nelle organizzazioni

In passato, la paura era uno strumento funzionale in organizzazioni rigide e gerarchiche, dove il controllo veniva mantenuto con processi ben definiti e poche deviazioni. E tutt’oggi, in quelle organizzazioni dove esiste una separazione netta fra chi controlla, pianifica, decide, e chi fa, la sicurezza psicologica non è necessariamente una condizione necessaria per il successo dell’impresa.

Tuttavia, nelle organizzazioni moderne, la quasi la totalità delle persone è chiamata quotidianamente a prendere micro-decisioni, a collaborare in team, a comunicare, a gestire relazioni con clienti, colleghi, fornitori, responsabili.

Ecco allora che la paura ha un costo altissimo. In ambienti dove regna la paura, gli errori vengono nascosti, non si sperimenta, e le decisioni vengono prese per conformismo, non per valore. E i problemi, quando emergono, sono spesso troppo complessi per essere risolti efficacemente. 

La responsabilità di tutti, non solo dei leader

Sebbene i leader abbiano un ruolo cruciale, la sicurezza psicologica è una responsabilità che riguarda tutti. Ogni membro del team, a qualsiasi livello, può fare la sua parte per creare un ambiente sicuro. Ognuno di noi può lavorare su sè stesso per superare la paura, mettere le proprie competenze al servizio del team e proteggere la sicurezza psicologica degli altri. Così facendo, tutti possiamo contribuire a un ambiente in cui ciascuno si sente libero di esprimere il proprio potenziale al massimo.

*Amy C. Edmondson è una studiosa americana di leadership, teaming e apprendimento organizzativo. Attualmente insegna Leadership presso l’università di Harvard.

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